Raffaele Mazzei

Silvano Paganelli

E-mail Stampa

 

persilvano_2Un amico indimenticabile che non c'è più. Da troppo tempo. Tanti anni fa ho raccontato la sua storia con una canzone. L'affido alla memoria della Rete attraverso questo sito.

 

PER SILVANO

ci son particolari, negli ultimi momenti
di uno che se ne va
che diventano gli aneddoti, da raccontare in seguito
da parte di chi resta qua
che so...una sigaretta, fumata senza fretta
o un sorso in più di vino
una frase tagliente, un abbraccio esuberante
dato all'amico più vicino

nella stanza del tuo nido, ritornato da lontano
come un uccello stanco
ti stavo cantando una mia canzone
e Carla ti chiedeva la tua ultima poesia

vola, vola uccello di rovo
che io raccolgo il tuo ultimo volo
canta che ti tengo le spalle
mentre la notte ti attraversa la pelle
vola, vola sogno notturno
sole d'inverno, foglia verde d'autunno
vola con una scarpa sfilata
come un ragno che fila e si spezza la tela

non cadesti davvero, ucciso dal sonno
come gli amici che amavi
che scelsero per vivere strade un po' diverse
da quelle che aspettavi
del resto rifiutasti ben dieci anni or sono
un buon posto di lavoro
per fare la tua scelta di scrivere e dipingere in piena libertà
magari per la strada, magari provocando le risa dei passanti
magari a tutti costi, a costo di commenti
ironici e pesanti
perché la gente pensa: "son solo commedianti"

e poi quell'altra storia del vento e del cappello
e tu che gli vai dietro
ti giuro mi vergogno di averla raccontato
di averti anch'io tradito
che tu fossi un ragazzino, saltimbanco, ballerino
lo si vide dal salto
cadesti giù perfetto, dal quinto piano in piedi
la testa bene in alto
e i tuoi occhi li ricordo e sempre li ricordo da dietro il balcone
due tizzoni di fuoco, brucianti di passione
per un ultimo sguardo su quel mondo imbroglione...

vola, vola uccello di rovo
che io raccolgo il tuo ultimo volo
canta che ti tengo le spalle
mentre la notte ti attraversa la pelle
vola, vola sogno notturno
sole d'inverno, foglia verde d'autunno
vola con una scarpa sfilata
come un ragno che fila e si spezza la tela...

adesso al ristorante è pieno dei tuoi quadri
è pieno di persone
qualcuno ha appeso ai muri i ricordi più belli
ma a dirlo non basta una canzone
Silvano se ci fossi andremmo per le strade ubriachi di sogno
utopisti in rivolta a regalar parole se qualcuno ne ha bisogno
e sabbia nelle scarpe e bottiglione in mano
fino all'alba canteremmo
stracarichi di vita e di troppo pensiero
accecati di luce, dal troppo veder chiaro

vola, vola uccello di rovo
che io raccolgo il tuo ultimo volo
canta che ti tengo le spalle
mentre la notte ti attraversa la pelle
vola, vola sogno notturno
sole d'inverno, foglia verde d'autunno
vola con una scarpa sfilata
come un ragno che fila e si spezza la tela...

foto1

(foto tratta da "Per scala e pagliai)

http://www.anconanostra.com/vernaculo/monografie/paganelli/paganelli.htm

 

 
Pagina: Home