Raffaele Mazzei

Il significato esoterico del Natale

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Per comprendere appieno il significato del solstizio d'inverno sotto l'aspetto delle Scienze Tradizionali, non c'è niente di meglio che fare appello alle parole di René Guénon.  In una famosa raccolta di preziose riflessioni, Simboli della Scienza Sacra, Guénon scrive:  Abbiamo detto che le due porte zodiacali, le quali sono rispettivamente l'entrata e l'uscita della ‘caverna cosmica', e che certe tradizioni denominano ‘porta degli uomini' e ‘porta degli dèi', devono corrispondere ai due solstizi; dobbiamo ora precisare che la prima corrisponde al solstizio d'estate, cioè al segno del Cancro, e la seconda al solstizio d'inverno, cioè al segno del Capricorno. Per comprenderne la ragione, occorre riferirsi alla divisione del ciclo annuale in due metà, una ‘ascendente' e l'altra ‘discendente' : la prima è il periodo del cammino del sole verso nord, che va dal solstizio d'inverno al solstizio d'estate; la seconda è quello del cammino del sole verso sud, che va dal solstizio d'estate al solstizio d'inverno. Nella tradizione indù, la fase ‘ascendente' è messa in rapporto con il dêva-yâna, e la fase ‘discendente' con il pitri-yâna, il che coincide esattamente con le designazioni delle due porte appena ricordate: la ‘porta degli uomini' è quella che dà accesso al pitri-yâna, e la ‘porta degli dei' è quella che dà accesso al dêva-yâna; esse devono quindi situarsi rispettivamente all'inizio delle due fasi corrispondenti, vale a dire che la prima dev'essere al solstizio d'estate e la seconda al solstizio d'inverno. (...) Infatti, la ‘caverna cosmica' è qui considerata come il luogo di manifestazione dell'essere : dopo esservisi manifestato in un certo stato, quale per esempio lo stato umano, l'essere, a seconda del grado spirituale cui sarà pervenuto, ne uscirà per l'una o per l'altra delle due porte; in un caso, quello del pitri-yâna, esso dovrà tornare a un altro stato di manifestazione, il che sarà naturalmente rappresentato da un rientro nella ‘caverna cosmica' così considerata; nell'altro caso invece, quello del dêva-yâna, non c'è più ritorno al mondo manifestato. Così, una delle due porte è tanto un'entrata quanto un'uscita, mentre l'altra è un'uscita definitiva; ma, per quanto concerne l'iniziazione. proprio questa uscita definitiva è lo scopo finale, di modo che l'essere, entrato per la ‘porta degli uomini', deve uscire, se ha effettivamente raggiunto questo scopo, per la ‘porta degli dei' (Leggi tutto)

 

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