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Terremoto-Amatrice

Se non sappiamo comunicare con noi stessi come riusciremo a comunicare con il mercato?

In un racconto contenuto nel saggio “Manuale di zoologia fantastica” J.L.Borges” descrive così uno strano animale, l’aBaoaQu: “sulla scala della Torre della Vittoria abita dal principio dei tempi l’aBaoaQu, sensibile ai valori delle anime umane. Vive in stato letargico, sul primo gradino, e solo fruisce di vita cosciente quando qualcuno sale la scala. La vibrazione della persona che si avvicina gli infonde vita e una luce interiore s’insinua in lui”. Pensando al terremoto che ha recentemente devastato il centro Italia mi è venuto in mente questo straordinario racconto-metafora.

Vive in stato letargico e fruisce di vita cosciente quando qualcuno sale la scala

Morte, incontrollabile forza della natura, fatalità, errore, burocrazia assassina, mancanza di un piano di prevenzione nazionale sono i mostri che agitano i nostri pensieri stringendoci il cuore. In tanta disperazione assistiamo ad una poderosa prova di solidarietà collettiva, uno scatto di reni inatteso, sostenuto da una generosità quasi “irrefrenabile” che da una parte, in quanto manifestazione di bontà, ci consola e dall’altra mette in luce tutte le nostre italiche contraddizioni. Forse anche i nostri sensi di colpa individuali e collettivi.

La coscienza ha bisogno di motu proprio. Di costante allenamento alla lucidità

Possibile – e non sto certo parlando dell’eroica presenza della Protezione Civile, Croce Rossa e quant’altro – che solo di fronte alla morte, alla tragedia e alle devastazioni visibili,  tangibili, a mezzo metro da noi, la nostra coscienza si accenda, proprio come il mitico aBaoaQu citato all’inizio di questo pezzo? La coscienza, il pensiero che si traduce in azione hanno bisogno di tempi lunghi. Non ci si può  risvegliare dal torpore abitudinario solo a fronte di uno shock esterno. La coscienza ha bisogno di motu proprio. Di costante allenamento alla veglia, alla lucidità. Nelle scuole di sapienza di ieri e di oggi un teschio ci ricorda la caducità della vita e il gallo che canta ci invita a svegliarci dal torpore del sonno interiore.

Un cuore  collegato alla consapevolezza del passato, del presente e del futuro

Tutti gli Avatar e i sapienti della Terra, dalle profondità del tempo fino ai giorni nostri, ci incitano ad essere coscienti. “Et vos estote parati”, dice Gesù, che ribadisce ai discepoli addormentati nel Getsemani: “Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? “ Il nome stesso di Gautama, “Buddha” è il participio passato del verbo bodhati, che vuol dire risvegliato, illuminato. La costruzione di un mondo nuovo è antipolitica per definizione, nel senso che è l’antitesi della ricerca del consenso nel breve periodo. La via della Virtù ha bisogno di “regolarità” e di tenuta nel tempo. Di Visione. E di un cuore che sia costantemente collegato ad una consapevolezza del passato, del presente e del futuro, come simboleggiato dall’effigie di Giano bifronte, “Signore del triplice tempo”.

Spero solo di non dover scrivere un altro pezzo sul terremoto simile a questo l’anno prossimo!