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Su Facebook si trova di tutto: gossip, appelli, controinformazioni, commenti divertenti, volgari o filosofici. E un carosello di bufale lanciate ad arte e condivise spesso “in automatico”

Il social di Zuckerberg con i suoi 1,5 miliardi di utenti attivi nel mondo e 28 milioni di utenti attivi in Italia non è solo un’ossessione collettiva ma è anche un canale paragiornalistico di informazioni e commenti su notizie che spaziano dalla microcronaca alla geopolitica. Facebook, come gli altri social, è lo specchio emblematico della “mentalità” del mondo. In questa chiave i feedback,  le risposte, sono “importanti” quanto gli stimoli generati dai messaggi:  post spesso condivisi senza alcun controllo della fonte o della veridicità. Il sensazionalismo è figlio quasi sempre della malafede, soprattutto quando si tratta di guadagnare clic sul proprio sito e fare soldi sulle tragedie altrui con la pubblicità. In questi giorni, ad esempio,  gira un falso video sugli attacchi terroristici di Bruxelles con tanto di padre che salva un presunto bambolotto che ci vuole far credere che l’attentato è tutta una messa in scena con tanto di attori. Tutti attori? L’intero personale dell’aeroporto di Zaventem, i parenti delle vittime e la popolazione nei paraggi? Ma lo stesso vale per tantissime altre bufale: l’abolizione dell’Arma dei Carabinieri,  “Mina è morta”, il ripristino della leva obbligatoria, l’autismo prodotto dai vaccini.

Questo non è un articolo sul debunking ma piuttosto sulla lettura esoterica del fenomeno…

Per fortuna nel mondo ci sono ottimi “debunker” che si occupano attivamente di demistificare il demistificabile. Ed è grazie a loro, ad esempio, che Robert De Niro ha recentemente fatto dietro front sull’antivaccinismo. Ma questo non è un articolo sul debunking ma piuttosto sulla lettura esoterica del fenomeno. Non nego che le superpotenze possano usare come mezzo di guerra o di persuasione i media, le tv, il cinema, i video, insomma tutti i mezzi di comunicazione di cui dispone. Altro, però, è credere e condividere notizie senza esercitare il senso critico e il diritto/dovere di controllare. Al contrario, oggi la parola d’ordine per essere “visibili” è essere sempre e ostinatamente “contro”. Ma questo non vuol dire essere liberi. Le capacità critiche sono strumenti al servizio della dignità e dell’identità. E soprattutto della Verità. Una certa fetta di popolazione appiattita sul complottismo mondiale, ennesimo travestimento del nichilismo, è suo malgrado diventata la “base elettorale” del neo-totalirismo mediatico. Questo sì che è il vero complotto!

Nelle scuole di sapienza iniziatica il neofita è continuamente spronato ad immergersi nell’esperienza del V.I.T.R.IO.L.

Ancora una volta la saggezza della Tradizione ci viene in soccorso.  Nelle scuole di sapienza iniziatica il neofita è continuamente spronato ad immergersi nell’esperienza del V.I.T.R.IO.L.  (Visita Inferiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem):  scendere negli inferi di se stessi,  ritirare la proiezione illusoria e riportare a se stessi la fenomenologia del macrocosmo. Perchè tutto avviene dentro di sé. E chi saprà cambiare interiormente saprà cambiare il mondo che ci circonda.

E’ comodo pensare che il vizio, il male si annidino nelle nazioni, nei complotti, nei poteri occulti sapientemente organizzati. In una parola, negli “altri”

Questo processo di individuazione si deve svolgere nel sociale, nel gruppo non nello specchio rassicurante del proprio narcisismo. Con la consapevolezza che gli orrori e gli errori. Le ombre, i demoni della malvagità e del vizio devono essere cercati dentro se stessi. Come pure, naturalmente, la Luce e il riscatto dalle tenebre. È  molto più semplice e comodo pensare che il vizio, il male si annidino nelle nazioni, nei complotti, nei poteri occulti sapientemente organizzati. In una parola, negli “altri”. Purtroppo per questi “ebeti” -  nel senso non offensivo, ma latino di “spuntati”, “ottusi” –  la verità è un’altra.  Il male, quello vero, è radicato nei propri difetti: malevolenza, pigrizia, ingratitudine, asservimento al pensiero comune, ai condizionamenti sociali, al materialismo spirituale, alla dipendenza affettiva.  Sono solo esempi…

Come trottole qua e là sono sospinti fra urti senza fine…

I discepoli di Pitagora nei Versi Aurei riportano queste massime: “Saprai che gli uomini soffrono mali da loro stessi scelti: infelici che, avendolo vicino, il bene non vedono né intendono! Pochi conoscono il modo di liberarsi dai mali: a tal segno la Moira offusca la mente dei mortali! Come trottole qua e là sono sospinti fra urti senza fine. Funesta loro compagna, una congenita, inconscia irosità li mena a rovina; irosità alla quale conviene tu non dia esca, né che a essa resista, ma che devi scansare. Zeus padre, da tanti mali libereresti certamente gli uomini se rivelassi loro quale sia il loro vero demone!”.